Pulizia pista ciclabile

I VOLONTARI CICLABILE TEVERE INTERVENGONO PER METTERE IN SICUREZZA LA PISTA

http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/09/23/news/roma_machete_e_sudore_i_ciclisti_puliscono_la_pista_sul_tevere_e_ora_di_agire_-148351395/

Leonardo viene da San Cesareo e ha portato il decespugliatore con cui taglia l’erba nel giardino di casa sua. Paolo ha comprato un machete. Barbara ha un rastrello. Poi forbici, guanti, scope, pale. E mani nude. Ieri mattina i Volontari della ciclabile Tevere sono entrati in azione per la sesta volta in 15 giorni, bonificando il tratto della pista nord all’altezza del deposito Atac di Grottarossa, km 7.5, ormai risucchiata dall’erba che da mesi non viene più tagliata. Per arrivare in bici all’appuntamento si fatica a passare tra i mucchi di vegetazione spontanea cresciuta da una parte e dall’altra. Le colonnine sos non funzionano più da anni. I cartelli che dedicano la ciclabile alle donne della Resistenza suonano quasi offensivi visto lo stato della pista.

Roma, i volontari puliscono la ciclabile sul Tevere

«Non vogliamo sostituirci alle istituzioni – spiega Barbara Linardi, che ha lanciato l’iniziativa e ha creato un gruppo facebook al quale hanno aderito già in 500 persone – ma mentre loro decidono, noi agiamo. Il nostro è un atto dimostrativo e anche un momento importante di socialità e condivisione». A cominciare dalla colazione. Barbara gira con un vassoio di invitanti tranci di pizza bianca con la mortadella. Bisogna avere energie per tagliare con il machete arbusti alti tre metri, lanciarli oltre le staccionate di legno che segnano il confine della ciclabile insieme a canne, rovi, mucchi di erba portata via dal decespugliatore, piegare e alzare la schiena di continuo, sudare fino ad avere i vestiti zuppi.

La maggior parte dei tanti ciclisti che frequentano la pista si ferma e fa i complimenti. C’è un cartello artigianale che chiede un contributo di un euro e ieri ne sono stati raccolti 43. Ma ci sono pure ciclisti che si lamentano, che chiedono strada, che sfrecciano senza neanche interrogarsi su cosa sta succedendo. L’operazione “culturale” è più difficile di quella manuale.
«Ci proponiamo di presidiare in maniera fattiva e culturale la banchina del Tevere », spiega Giuseppe Teano, che si definisce “cicloattivista multitasking” e annuncia per il 1 ottobre un evento sotto ponte Sublicio, a Porta Portese, dove c’è un tratto di ciclabile chiusa

dal 24 luglio perché una parte del muraglione è pericolante. «Passare dal pc al forcone, al contatto con la terra ti dà una bella suggestione emotiva », racconta Teano. Leonardo Pignatelli, proprietario del decespugliatore, viene da San Cesareo e non è neanche un ciclista. «Partecipo perché ci credo – dice – Un contributo bisogna darlo noi tutti, c’è tanto da fare. Certo è una goccia nel mare, ma i segnali contano».

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